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Prendo un caffè a portar via. La ragazza dopo di me si accorge di non avere contanti e il posto è “cash only”. Dico: pago io. A volte basta proprio poco.

(E poi, anche se la ragazza era una turista e non un barbone, ho spiegato a lei e alla barista che sono italiana e la pratica napoletana del caffè sospeso ce l’ho proprio un po’ nel cuore. Ed è finita con loro che dicono che bisognerebbe introdurre il “suspended coffee” anche a Brooklyn. Bisognerà farlo. Magari ci penserò io).