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Oggi è il 23 marzo, il compleanno di Tommaso. E io come ogni 23 marzo -ma oggi con una commozione particolare, perché gli anni che ci dividono da quel 23 marzo lì sono tondi, sono DIECI- ho ripostato su Facebook e Twitter il link a questo post, gridando: sono passati esattamente DIECI ANNI da quando, a diciannove, decisi di vendere il mio regno per un Tommaso. Dieci anni!

Qualche ora dopo mi è arrivata questa mail da una personcina speciale che mi ha scritto una cosa per cui mi sono messa a piangere in ufficio, così, davanti allo schermo del computer.

In un momento in cui la mia vita pratica sta per cambiare e io ho molta paura e molto bisogno di sapere che quello che scrivo ha un senso, un valore e uno scopo, questa mail mi ha fatto tanto bene. Ne copio un pezzo qui, perché è troppo bella per non condividerla, e perché voglio ringraziare.

 

«(…) Ti scrivo perché come tutti gli anni ho riletto “Il mio regno per un Tommaso” – con relativo sequel – che è davvero uno dei miei pezzi preferiti, e ogni volta che lo condividi io me lo vado a rivedere.
(…) Volevo ringraziarti perché ogni volta che sono di pessimo umore, che mi sento sballottata nella tempesta, e ignorata da tutte le forze cosmiche, le cose che scrivi, e il modo in cui le scrivi, mi ricordano che invece le strade sono infinite, le possibilità sono infinite e la vita può essere ancora buffa e stupefacente. Grazie».

 

Ma grazie a te, dal cassetto più nascosto e fragile e soffice che ho nel cuore. Grazie a te.