Tag

, , , ,

IMG_4427.JPG

 

Ogni anno, a un certo punto dell’anno, rileggo un libro di Margherita Oggero, uno della serie sulla professoressa Baudino. Prima di tutto perché è un piacere, e poi perché quasi niente al mondo è così tanto capace di risvegliare l’amore potente che provo per la città in cui vivo: Torino.
Anche se non è questo il posto in cui voglio abitare per tutta la vita (fosse per me sarei già fuggita), è comunque una città che ho amato e amo immensamente.
Insieme a Margherita e Camilla apro le finestre della stanza del mio cuore in cui tengo quell’amore, e faccio entrare il vento, e ballare le tende, e siamo di nuovo vivi, insieme.

Il mio preferito è La collega tatuata: l’ho letto 6 volte. Subito dopo viene L’amica americana: riletto almeno 4, se non 5 volte. Poi gli altri: Qualcosa da tenere per sé e Una piccola bestia ferita. 3 volte ciascuno.
Di questo, che lessi quando uscì (nel 2012) e che tra l’altro ha una co-protagonista che si chiama Francesca, sto per affrontare la prima rilettura. Sono molto contenta.

Ah: poi mi piace molto rileggerla in autunno, la Oggero.