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Oggi, un anno fa, iniziavo questa piccola avventura e scrivevo questa cosa: non mi sono mai sentita viva come in quel mese, senza sapere dove avrei abitato il mese successivo. Ha portato fortuna. Grazie alla mia grande amica di tutta una vita, Clelia, che quel mese mi ospitò.

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Io non ho paura di niente, mio nonno era marinaio (2 settembre 2013)

Oggi inizia il mio mese da homeless. Ospite da un’amica per tutto settembre (sono sempre gli amici, quelli che ti salvano), e poi si vedrà. Cerco casa. Mi auguro anche di trovarla. E nel frattempo mi godo l’incertezza, il prima di un dopo che non so ancora come sarà. Sono libera, sono sola, tutto può succedere: non è male, sapete? Non è affatto male. Non ho paura di niente. Sono nipote di un nonno marinaio che navigò sulla rotta delle Americhe e sulla rotta dell’Australia; che stava via sei mesi, tornava a Genova per due settimane quando la nave attraccava e poi ripartiva per altri sei mesi; che fu operato di appendicite a Boston e che aveva le braccia completamente tatuate. Aveva àncore, sirene, velieri. Che cos’è un mese di futuro incerto, in confronto? Non è niente, niente, o forse anzi: è un regalo che mi fa l’anima raminga sepolta nel centro esatto di metà dei miei cromosomi. Un regalo che dice: il domani puoi scriverlo a tua immagine e somiglianza. Ti do un tempo piccolo, solo un mese, ma puoi farne quello che vuoi: alla fine di questo mese, puoi essere dove vuoi. Chissà dove sarai. Sii grata. Sii felice. (E trovati una casa rispettabile, santa Cunegonda martire assunta in cielo).

“Mio padre era un marinaio, conosceva le città / partito il mese di febbraio di mille anni fa / mio figlio non lo ricorda, ma lo ricorderà / mio padre era un marinaio, mio figlio lo sarà”.
 

casa_cle
 
(Il cortile della casa della mia amica Clelia, in via Barbaroux -nel Quadrilatero Romano a Torino-).