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Io amo Roma di un amore enorme e infinito, come ho già raccontato svariate volte, e come quindi chi mi legge (ci siete?) di sicuro sa.
Lo raccontavo per esempio in un post di qualche anno fa che s’intitola -non a caso- Cronaca, con parecchia differita, di uno spaccamento di cuore, dove raccontavo, sì, di come mi avesse spezzato e pestato e dilaniato il cuore il fatto di non esser stata presa a lavorare nella redazione a mio avviso più figa del mondo (e mamma mia quanta acqua è passata sotto i ponti da allora: sembra trascorsa una vita), ma anche di quanto mi ammazzasse tutte le me stesse possibili e ipotizzabili l’idea di non poter andare ancora (ancora e per chissà quanto) a vivere a Roma, che appunto sarebbe uno dei sogni della mia vita.

Dicevo? Ah, ecco: tutto sommato, questa mia grande passione fa sì che io Roma la conosca piuttosto bene. Capita perciò spesso che gli amici, o gli amici di amici che appunto, dagli amici, sanno di questo mio amore gigante e indomito, mi chiedano qualche piccolo consiglio. Principalmente su dove magna’, cosa in cui mi considero grande esperta.

Ho deciso quindi di condividere con tutti voi i miei piccoli segreti di romanità. Spero che possano tornarvi utili.

Qui di seguito, la mail che ho mandato alla mia amica Eleonora, che andava per la prima volta a Roma, qualche settimana fa (in realtà andava per la seconda volta, ma la prima era stata solo al concerto del primo maggio, senza vedere niente: una toccata e fuga di un giorno).

 

Allora tesoro, innanzitutto ben arrivata a Roma!

Dove magna’. Son tutti posticini poco turistici e molto romani. Evitate come la peste i posti intorno al Pantheon, al Colosseo, e in generale tutti i posti con le foto dei piatti appese fuori: intesi? Sono dei trappoloni per turisti e basta.

 

Primo punto in elenco: i miei posticini di fiducia nell’intrico di vicoli tra piazza Navona e Ponte Sant’Angelo.

Cicciabomba, via del Governo Vecchio 76
Numero di telefono: 06 68802108
Prenotate. Va benissimo per una cena e bene anche per pranzo.

Il Corallo, vicolo del Corallo 10 (è una traversa di via del Governo Vecchio)
Numero di telefono: 06 68307703
Qui di solito un posto ve lo trovano sempre, ma se volete andare a colpo sicuro telefonate. Fa trattoria, ma fanno anche un’ottima pizza.

Pizzeria Da Baffetto, via del Governo Vecchio 114
Numero di telefono: 06 6861617
È una bettola famosissima: locale frequentato dai socialisti romani all’epoca del PSI, ma citato anche in (momento cazzomene) Tre metri sopra il cielo di Moccia. Se volete andarci dovete prenotare assolutamente, perché è sempre pienissimo. Una volta, a vent’anni, fuggii per qualche giorno a Roma di nascosto, senza dirlo né ai miei genitori né agli amici: una sera andai a mangiare lì da sola e feci talmente tenerezza che mi misero a un tavolino con un vecchio, vicino alla cassa. Solo dopo scoprii che quel vecchio altri non era che Baffetto. Baffetto in persona.

(Dopo cena, se andate in uno di questi tre posti, è d’obbligo perdersi nei vicoli lì dietro, pieni di localini, luci, gente. Un indirizzo su tutti: piazza del Fico).

 

Secondo punto in elenco: la mia trattoria di fiducia a Trastevere.

Il Conte di Montecristo
(La mia trattoria preferita al mondo: ho delle foto scattate lì in cui la mia faccia è l’immagine stessa della felicità. Ed ero persino riuscita a farla recensire da SecondoMe.com – Piccola guida autarchica ai ristoranti di Roma).
Indirizzo: vicolo del Bologna 87
Numero di telefono: 06 5813189
Qui dovete andarci ASSOLUTAMENTE. Vicolo del Bologna è un piccolo vicolo dietro piazza Trilussa. Sulla cartina cercate piazza Trilussa e lo troverete lì dietro: non potete sbagliarvi. Dovete provare assolutamente le polpette di ceci. E l’amatriciana: la fanno speciale. Qui una volta mangiai la parmigiana di melanzane più buona della mia vita. Non fu solo la parmigiana più buona che avessi mai mangiato, ma proprio LA COSA più buona che avessi mai mangiato in vita mia. Purtroppo le ultime 2/3 volte che ci son stata non era più nel menù.

 

Terzo punto in elenco: i miei forni di fiducia per una cosina al taglio per pranzo.

Forno Campo de’ Fiori.
In Campo de’ Fiori: anche qui non potete sbagliarvi. Prendete la pizza bianca con fiori di zucca mozzarella e alici. Ma poi, soprattutto, provate la pizza bianca caa’ mortazza (con la mortadella), che è lo spuntino SIMBOLO di Roma.
Quando vi siete procurate il bottino, andate a mangiarvelo in piazza Farnese (la piazza attigua a Campo de’ Fiori): vedrete che è pieno di gente che pranza seduta sotto l’ambasciata francese (Palazzo Farnese, appunto -dove tra l’altro, per la rubrica delle curiosità fighe e splendide, è ambientato il secondo atto della Tosca-).

Forno Trevi.
Via delle Muratte 8.
È un meraviglioso upgrade del classico negozio di alimentari. Anche qui c’è pizza bianca farcita in tutte le possibili varietà, umane e divine, più tutta una serie di cose appunto da negozio di alimentari (frutta, yogurt, etc). Se vi sedete a mangiare sulla Fontana di Trevi (che è lì a dieci metri) o in prossimità, vengono i vigili a stracciarvi le palle, quindi guardatevi la fontana (anche se secondo me per godersela appieno in tutta la sua santa magnificenza è più bello vederla di notte), poi prendete da mangiare e, una volta che avete preso da mangiare, scappate a mangiare da un’altra parte. Tutto chiaro?

 

Quarto punto in elenco: altre amenità e meraviglie.

– Per lì dietro (cioè zona Fontana di Trevi), in una via che mi pare si chiami via della Panetteria e che sta più o meno dietro al Quirinale, c’è anche un’ottima gelateria. Gelateria San Crispino, se non sbaglio.

– Volevo segnalarvi un posto per i cornetti caldi di notte a Trastevere, ma su internet non lo trovo. Era gestito da una vecchia che mi pare si chiamasse Daniela Orecchia. Sarà mica morta? Speriamo di no. Chiedete in giro quando siete in piazza Santa Maria in Trastevere (dovete stare almeno mezz’ora a chiacchierare sedute sui gradini della fontana di piazza Santa Maria in Trastevere: poi sì che potrete dire di aver fatto una di quelle cose che ti fanno dire che la vita è bella).

– Immagino sia troppo presto per la grattachecca (cioè la granita, via, che però è fatta con un procedimento diverso). Se invece non è troppo presto e non fa troppo freddo, dovreste trovare un baracchino vicino all’Isola Tiberina, lato Trastevere. Ah, andate sull’Isola Tiberina. È un altro di quei posti da cui il mondo sembra un posto più bello (ma a Roma è facile).

– Una cosa che quando sono a Roma, da caffeinomane quale sono, faccio sempre, sempre, SEMPRE, è andare a prendere un Grancaffè Speciale da Sant’Eustachio, in piazza Sant’Eustachio (dietro il Pantheon). Se come nel mio caso lo volete senza zucchero dovete avvisare i baristi prima, mi raccomando.

– Se avete un po’ di tempo, tipo un’ora, prendete la metro fino a piazza Re di Roma (fermata: Re di Roma) e andate in via Albalonga a mangiarvi un tiramisù dal mitico e leggendario Pompi. Notare l’indirizzo: Albalonga, città “madre” di Roma, è la città su cui regnava Numitore, padre di Rea Silvia, cioè quella che poi diventerà la mamma di Romolo e Remo. Che via Albalonga si diparta da piazza Re di Roma, essendo Romolo il fondatore e primo re di Roma, mi pare legittimo e anche poetico. Sia come sia, quel tiramisù vale un giro nell’infernale metro di Roma.

– Se avete circa 20 euro da spendere (a testa) per una tazza di tè e una fetta di torta, dovete assolutamente andare da Babington’s in piazza di Spagna. Ogni tanto bisogna fare un po’ di coccole al lord del Kent che vive dentro ognuno di noi. Già che siete lì, poi, non potete non salire sulla scalinata di piazza di Spagna e andare fino a Palazzo Zuccari, un palazzetto su via Gregoriana tutto spaventoso. È la casa in cui nel Piacere di D’Annunzio vive il protagonista, Andrea Sperelli. Siccome D’Annunzio è l’idolo della mia migliore amica (e Il Piacere è il suo libro preferito), io quando sono a Roma vado sempre a salutare Palazzo Zuccari in suo onore.

– Ultima meraviglia che il mio cuore vi consiglia: Castroni. Come lo si può definire? Una drogheria storica e incredibile che fa anche caffè, colazioni, spuntini. È un posto unico. In giro per Roma ce n’è più di uno, ma voi andate a quello di Prati in via Cola di Rienzo, assolutamente a quello lì.
Prati è il quartiere dove io vorrei vivere se abitassi a Roma: perché mi ricorda Genova (e vivere in un posto che mi ricordi Genova almeno in qualcosa credo sarebbe fondamentale per gli equilibri cosmici e per la gioia del mio spirito) e poi perché è vicino a ogni cosa (dietro Castel Sant’Angelo, a un passo da San Pietro, a un ponte di distanza da tutto il resto della bellezza), ma senza essere turistico. Non lo è neanche un po’. Il Castroni dove dovrete andare sta, come vi dicevo, su via Cola di Rienzo: vogliatele bene, a via Cola di Rienzo, è un luogo a me molto caro. Ordinate un cappuccino e un cornetto, e mi raccomando: non dite croissant o brioche come diciamo al Nord, ché tanto lì nessuno capisce.

 

Ecco qui. Le basi della romanità pellassiana dovrei avervele scritte tutte.

P.S. Mi raccomando il Pantheon. È la mia cosa preferita al mondo: ditegli che gli voglio tanto bene, e abbracciatemelo con gli occhi più che potete.

P.P.S. Mangiate i fiori di zucca. Li mettono ovunque: sulla pizza in pizzeria, sulla pizza bianca nei forni. Ma voi mangiateli anche come antipasto. Chiedete, ovunque li abbiano e soprattutto ovunque ve li assicurino freschi, i FIORI DI ZUCCA FRITTI CON MOZZARELLA E ALICI.