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Idi di marzo. Oggi, 2058 anni fa, veniva assassinato con ventitré pugnalate Gaius Iulius Caesar, uno dei miei primi eroi. Ogni volta che torno nella mia grande Roma vado in quello che oggi è Largo di Torre Argentina e 2058 anni fa era la Curia di Pompeo, dove si riuniva il Senato di Roma, e vengo a salutarti nel posto in cui sei stato ammazzato e la tua anima è andata ai Campi Elisi.

Anche per questo Roma è grande, infinita: perché uno dei suoi punti più trafficati -con macchine a ogni ora, clacson, una fermata d’autobus, una grande libreria Feltrinelli- è lo stesso posto in cui, un universo fa, è stato ucciso Giulio Cesare, uno dei miei primi eroi. Siccome sono una vecchia carampana rincoglionita, ogni volta che penso al suo soprannome mi commuovo: Città Eterna. È proprio così.