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Se sento ancora un fiato sulla coppia Magnini-Pellegrini mi suicido.
Non paghi di aver già stracciato le scatole per parte dell’estate con le loro smentite in diretta da Pechino, averci costretti ad ascoltare i commenti sdegnati di quel poveretto di Luca Marin, ed essersi proclamati solo amici (perché “solo”, poi? Amici non è un “solo”, è già tanto; se avete la coscienza a posto è sufficiente dire “Non stiamo insieme, siamo amici”, consapevoli del fatto che il “solo” è un orpello inutile in cui si annida Il Male -e infatti in questo caso com’è andata? Ecco-), hanno anche osato venire allo scoperto, alla fine.
 
Prima c’è stata la festa di compleanno della Pellegrini, a Roma (per chi si chiede come mai una veneta che vive in Veneto e si allena in Veneto dia una festa a Roma, dico che, dopo i primi perplessi inarcamenti di sopracciglia, mi sono risposta che probabilmente la chiave di tutto -sì, lo so, mi arrovello troppo e peraltro sempre su cose assurde- sta nel fatto che la società sportiva di cui fa parte la Pellegrini è il Circolo Canottieri Aniene, presieduto da Giovanni Malagò, ex amore e padre delle due gemelle di Lucrezia Lante Della Rovere figlia di Marina Ripa Di Meana -sì, lo so, sono malata e no, non credo sia curabile; in ogni caso penso sia più carino dire che ho una cultura pop-. Società sportiva che si trova, per l’appunto, a Roma. E quindi niente, ci sarà stata una qualche storia di -come si dice in questi casi, sponsor?- sponsor, magari. Per tranquillizzare gli animi preciso comunque che la festa era in via Veneto -sicuramente in omaggio alle origini della festeggiata-).
Festa, dicevamo prima che aprissi questa interminabile parentesi, che si è tenuta subito dopo i Mondiali di Pechino, e a cui Marin non si è presentato (tutti in coro: e vorrei vedere). In compenso ci è andato Filippo Magnini, senza fidanzata -che all’epoca, teoricamente, esisteva ancora- e con altri “Siamo solo amici” pronti per essere distribuiti ai vari microfoni. Si è fatto un gran sussurrare di un bacio tra i due, di amici (ottimi davvero) che li avrebbero fotografati con i telefonini, ma di serio, da lì, non è saltato fuori niente.
 
C’è poi stata Siena. Con il Palio, Piazza del Campo, e i due braccati dai paparazzi mentre facevano i teneri sugli spalti. Pomiciavano. Inequivocabilmente, è questo il bello, l’uno con l’altra. “Ma non avevate detto di essere solo amici?” (sottotitolo: “Bugiardi fedifraghi! Tu, furba maliarda traditrice! E tu, sordido cospiratore! Bell’amico, eh! Gran bell’amico!”).
Risposta: “Non vogliamo più nasconderci”. E a questo punto sarebbe stato tanto bello ribattere “Ma perché, chi vi cerca, chi vi considera?”, anche se chiaramente, soprattutto per i nugoli di fotografi appostati a Siena, sarebbe stato un filo poco credibile.
 
Da lì in poi, la fine.
Ne parlano ovunque, non ci lasciano più in pace, li riprende persino il TG 5. Voglio dire, il TG 5, non Studio Aperto. Magnini ospite dalla D’Urso per la prima puntata della nuova stagione di Pomeriggio Cinque; Marin, tutto compreso nella parte di povero cristo cornuto e mazziato, concorrente di Baila!, nuovo programma condotto sempre dalla D’Urso (quello denunciato dalla Rai e dalla Carlucci perché copiato da Ballando con le stelle); ancora Magnini intervistato a bordo piscina che risponde a domande insulse tipo “Chi è più veloce in vasca tra te e Federica?”, e un gran vociferare sul fatto che la Pellegrini, uscita dal bozzo della ragazzetta acneica con gli occhi piccoli e diventata nel frattempo una strafàiga (come ha detto mio nonno “E’ molto carina, per essere una nuotatrice”), potrebbe fare Sanremo. E tutti e tre a minacciare che, una volta finita la carriera di nuotatori, potrebbero decidere di cimentarsi come attori (ecco no, vi prego, questo almeno risparmiatecelo).
Sovraesposti, sempre in pista, sono il più grande incubo dopo il Big Bang.
 
Cambiare canale non basta, non più. Sei sul treno e trovi un free-press abbandonato sul sedile? Non prenderlo. Ci saranno sicuramente notizie anche lì. Verrai a sapere che Magnini ha definitivamente traslocato dalla casa che aveva comprato insieme alla fidanzata, che è andato a prendere tutte le sue cose mentre lei non c’era e si è portato via la cagnetta di nome Regina (la mia unica preoccupazione è per lei: tesoro, visto il nome che ti hanno dato, fai una scelta saggia, ascoltami, al primo autogrill scendi e scappa) e che la fidanzata ha deciso di ricorrere agli avvocati per riprendersela.
 
Sono così stanca. Così provata. Così esaurita. Tutto questo notiziame dovrà pur avere una fine, prima o poi, vero? Perché fino ad ora, per dirla come Verdone in Maledetto il giorno che t’ho incontrato, è stato “martellante come un concerto degli U2 in un asilo nido”.
E non è che io non ami gli U2 o gli asili nido (ecco magari meno gli asili nido e più gli U2), ma mettendomi nei panni di quei poveri bambini capisco lo stress.
 
Pellegrini e Magnini, fate un favore: andate a nuotare.