Tag

, , , , , ,

“Non vai pazza per New York in autunno?
Mi fa venire voglia di comprare quaderni e matite.
Ti manderei un bouquet di matite ben temperate, se solo sapessi il tuo nome e indirizzo.”

Caro Tom Hanks che dici questa frase nel film C’è post@ per te (se chi legge non l’avesse ancora visto, lo veda subito), io non solo non ho mai visto New York in autunno, ma non sono nemmeno mai stata a New York -ma che dico New York, non sono nemmeno mai stata negli United States of America, anche se mi piacerebbe parecchio-. Infatti stamattina, dopo la colazione al bar (tutti i venerdì mattina vado a fare colazione al bar; prima ci andavo con M., una delle mie amiche più care, ma siccome adesso M. si è trasferita per fare un lavoro bellissimo, ci vado da sola per non perdere il rito e fare come se ci fosse sempre anche M., e leggo un libro o il giornale) mi sono fermata alla Feltrinelli e, dato che non mi potrei assolutamente permettere il viaggio, mi sono seduta su uno dei comodi e orrendi divanetti di pelle nera dell’angolo lettura al secondo piano e ho sfogliato un po’ le Lonely Planet “Stati Uniti Orientali” (peccato per la foto di copertina: io volevo il New England o qualche altra cosa evocativa, chi se ne frega della Florida) e “Stati Uniti Occidentali” -sfogliato perché al momento non mi posso permettere neppure le guide, infatti dopo poco mi sono alzata, mi facevo tristezza-.
Mi piacerebbe molto, sai, vedere tutti quegli stati con nomi pazzeschi, che ti chiedi se siano realtà o fantascienza o se esistano solo nei film. Colorado. Maine. Maryland. Arkansas. Montana. Louisiana. Alabama. E quegli spazi sterminati, incredibili, immensi. Ci dev’essere veramente molto spazio, lì da te, negli Stati Uniti d’America.

Ma non è questo il punto. Volevo parlare dell’autunno, in effetti.
Quanto mi piace quella tua frase, Tom Hanks, e quanto è vera, anche. Riassume in un lampo quella sensazione che ti prende ad ottobre, quando vorresti rapinare la cartoleria all’angolo, annusare qualche quaderno e la colla Pritt, tornare a scuola, sentirti autunnale, intagliare zucche, imparare a fare i muffin.
Ottobre è una meraviglia, l’autunno è una stagione bella (a parte novembre che fa schifo -però è anche il mese in cui sono nata, ahimé-), ed è la speranza che i nostri buoni propositi di settembre non siano già andati a farsi benedire prima di dicembre.
Spero con tutto il cuore che arrivi il giorno in cui potrò colmare le mie lacune e  vedere il Colorado, il Maine, il Maryland, l’Arkansas, il Montana, la Louisiana e l’Alabama (e il Connecticut, il Massachusetts, il North Carolina e il South Carolina, la Florida no o se sì per ultima). E New York in autunno, naturalmente.

Sono sicura che mi piacerebbe da pazzi, che forse mi piacerebbe più di qualsiasi autunno che io abbia mai visto. So anche, però, che non potrebbe mai essere il migliore autunno che io abbia mai sentito.
Perché vedi, Tom Hanks, ottobre è soprattutto quell’odore che sento appena mi chiudo alle spalle la porta di casa, a Borgo Chiocciola. E’ una nebbiolina sottile che evoca castagne, freddo, e una certezza: da nessun’altra parte l’autunno profuma come succede qui.