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Ebbene è successo di nuovo: ho ricevuto un Meme (dicesi meme una catena tra blogger).

Essendo quest’ultimo leggermente diverso dal precedente (elencare 6 abitudini o particolarità), ho deciso di accettare la sfida della cara Gaijina, e di scrivere 6 COSE CHE AMO.

Le cose che amo sono ovviamente più di 6, ma, pensandoci un po’, credo di poter arrivare a compilare un elenco ragionato.

Ricordo che al liceo avevo inventato una cosa simile con D, mio grande amico della classe accanto, jazzista risoluto e calciatore di pallide speranze. Il gioco consisteva nello scrivere tutte le cose che ci rendevano felici, dal giro in bicicletta in una sera d’estate, alla torta al cioccolato.

L’avevamo chiamato Elenco della felicità.

Anche se questo si chiama Meme, anche se l’amico D ha ormai mollato il calcio, il jazz, e non ho più  sue notizie se non assai di rado, sono pronta a rispolverare le antiche velleità e a rimettermi in pista.

Sei cose che amo:

1) Amo l’origano.

Lo metto su tutto (con alcune eccezioni, ovviamente). Mi piace l’odore, mi fa allegria, mi pare tutto più buono.

2) Amo lo scompiglio che portano certe belle notizie, certi accadimenti. Amo quei giorni in cui il tempo passa rotolando: non so spiegare come se non dicendo che tutto il mondo è paese, e di solito c’è il sole, e un’atmosfera di attesa e di felicità nell’aria. Amo questo sentire collettivo che si manifesta quando un’amica ha un appuntamento importante e si è tutte lì, insieme, ad imbellettarla e a farle coraggio, oppure quando si aspettano i risultati delle elezioni (salvo poi morire di crepacuore durante la diretta di Matrix, sentendo che un cert’uomo è in testa e sta per vincere), o una partita dei mondiali. Ci si dimentica di mangiare, si saltabecca da una stanza all’altra in preda all’adrenalina e via così.

3) Amo le grandinate estive, l’odore che portano con sè, quel sentirsi piccoli di fronte alla natura. Lo so, è una banalità.

4) Amo camminare prendendo sottobraccio la persona che ho accanto.  Adoro stare a braccetto con le mie amiche, con i miei genitori, con i miei nonni, e financo con gli amici maschi, anche se di solito si sentono “dei poveri vecchi” (parole del mio amico Sergio). Io e l’amico D, buon’anima, avevamo il momento del braccetto: mi accompagnava a casa dopo un pomeriggio passato a bere tè nella sua cucina e,  con la luce del tramonto e delle sei di sera che esplodeva dietro di noi e rincorreva i palazzi del centro storico, mi porgeva il braccio, con mia  grande soddisfazione.
Con le mie amiche si fanno, stando così, grandi chiacchierate, sempre sottobraccio, per interi tragitti.
Ti voglio raccontare una cosa sottovoce? Ti prendo sottobraccio.
È un gesto intimo, bello, molto semplice, che riesce a far sentire due persone vicine.
È più discreto di un abbraccio, ma forse comporta più confidenza, ed è questo il bello.

5) Amo esser talmente presa da un libro da non smettere di leggerlo nemmeno durante il pranzo, e non vedere più la televisione o fare altro che non sia leggere. Amo quando non posso leggere per cause di forza maggiore, e il libro mi manca, e mi mancano i personaggi, e non vedo l’ora di tornare da loro e di continuare a spiare quel mondo nascosta dietro un cespuglio fatto d’inchiostro e carta profumata.

Il punto 6 è doppio, perché non mi è stato possibile eliminare uno dei due punti.

6) Amo le parole in disuso, e amo riportarle in auge. Vedo la lingua italiana come un bene prezioso, da proteggere, da trattare con cura. Amo rispolverare e utilizzare parole vecchie, curiose, un po’ demodé.

Le parole cadute in disgrazia mi fanno molta tenerezza.

6 BIS) Amo certe fotografie scattate di getto, naturali, inaspettate. Amo le espressioni rubate e i momenti ricordati così, senza una posa.

Quella sì è verità e bellezza.

Ecco, ora che il meme è finito, dovrei lanciare la palla ad altri 6 blogger, perché la regola vuole così.

Ma, come giustamente diceva quel mito di Fiona Shaw a Tom Selleck, in quel delizioso film che è Three men and a Little Lady (commedia cult della mia infanzia):

Le regole sono fatte per essere infrante.

Non lancerò la palla a nessuno, perché c’è sempre chi non ha tempo, chi non ha voglia, chi si tira indietro.

Pertanto, cari i miei avventori, ecco come faremo: chiunque passi di qui, ed abbia voglia di farlo, lasci nei commenti il suo elenco della felicità, il suo meme, le sei cose che ama. Gradirò molto.

Lo chiedo a voi blogger.

Lo chiedo a Daiquirius.

Lo chiedo a VeraMatta, amica blogger ma soprattutto amica nella vita.

E poi lo chiedo alle mie amiche senza un blog, che però sono tra gli argomenti principali del mio per il bene che voglio loro.

Lo chiedo agli avventori casuali.

E poi a te, amico Sergio, se ti ricordi di passare.

Lo dimando a te, Osservatore Silenzioso: mi faresti piacere.

E lo chiedo a mia sorella Chiara.

Chiunque vorrà condividere con questa pagina fuxia e con la Regina lassù le sei cose che ama, farà molto piacere alla scribacchina di  corte.