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La mia dirimpettaia di Torino fa l'infermiera pediatrica, ma se la cava bene anche come estetista della porta accanto. Io, che in verità sono piuttosto glabra, non potendo farmi torturare baffi che non ho, o pelame in eccesso (l'Osservatore Silenzioso inorridirà, giacché scrivere di ceretta è forse peggio che scrivere di torte che sanno di piede), da un po' di tempo mi sono lasciata convincere, dalla dirimpettaia infermiera pediatrica e dalla mia amica Martina, a farmi dare un'aggiustatina alle sopracciglia.
Premesso che ho sempre avuto un'arcata sopraccigliare chiara e fugace, devo dire che, dopo l'aggiustatina, mi sono resa conto che quella che per me era sempre stata un'ala di gabbiano naturale, alla Audrey Hepburn, era in realtà nè più ne meno che una coda di pavone spettinata.

E qui si arriva al 14 aprile, perché la tragedia elettorale ha mosso guerra alle poche facoltà mentali intonse che mi erano rimaste, facendomi decidere di provvedere da sola, in quel pomeriggio di sconforto e atterrimento da exit poll, alle mie sopracciglia.

Sfoltisci di qui, pensa a Bertinotti di là, in un attimo ho suicidato coda di pavone e ala di gabbiano.
Più semplicemente, mi sono ritrovata con il sopracciglio sinistro sfoltito in maniera perfetta, e quello destro… Inesistente. Cioè: c'è, ma si vede poco. E' più o meno la metà, se non un terzo, dell'altro.
E' vero che la vittoria di Voldemort mi ha gettata nel più cupo scoramento.
E' vero che la tristezza negli occhi di Fausto non riuscirò più a dimenticarla.
Ma il suicidio del sopracciglio destro -anche se la sua posizione non gli faceva onore- l'avrei francamente evitato.

Ora somiglio a Sandra Oh, in quella puntata di Grey's Anatomy in cui va dall'estetista e, il giorno prima del matrimonio, si ritrova SENZA sopracciglia.
Le mie ci sono, ma sono diverse, come una forchetta da exit poll, o come i seggi in parlamento di PD e PDL.

Mi consolo pensando che almeno potrò dire di aver sacrificato alla causa una parte di me.
E, mentre i compagni di partito impazziscono e intasano la mia casella di posta di trenta mail al giorno, ogni giorno da lunedì, e tutte con un oggetto che urla parolacce, io penso che quella tristezza e quelle dimissioni mi hanno fatto molto male.
Penso che ci sia chi -seppur lontano da me ideologicamente- merita il mio plauso più sincero, perché io so esser fiera di chiunque abbia coraggio e sappia correre da solo, dando un calcio ai Voldemort del mondo.
Penso però che un governo senza una vera sinistra non sia un vero governo.
Penso che la mia tessera sarà anche poca cosa, ma che oggi acquisti ancora più valore.
E soprattutto penso che ci sono giorni in cui noi donne siamo così giù, che nemmeno la Mannoia riesce a tirarci su.