Tag

Qualche tempo fa leggevo -lacrimuccia in agguato– un post di Nonsolomamma intitolato “Elastigirl e Mister Incredible: qualche perché e alcuni nonostante”. Il primo perché diceva così: “Perché nel lontano luglio 1994, ascoltando una canzone molto trash dei Gipsy Kings da Tower Records a Londra, Elastigirl alzò lo sguardo, lo vide e pensò: Merda, è lui e non c’è via di scampo”.

Qualche tempo dopo, Amply75 lasciò questo commento ad un mio post: “Appena entrò alla festa capii che era l’uomo della mia vita, non potevo lasciarmelo scappare”.

In uno dei miei film preferiti, “Indovina chi viene a cena”, la giovane protagonista dice alla madre (Katharine Hepburn): “Oh mamma! Mi sono innamorata di Michael in venti minuti! Tu quanto ci hai messo ad innamorarti di papà?” E lei: “Oh cara… Molto meno di venti minuti!”

Ecco. Al di là di Katharine Hepburn e Spencer Tracy, che si erano semplicemente innamorati… Io mi chiedo: è davvero possibile capire immediatamente che il tizio appena entrato nella stanza è l’uomo della tua vita? E’ una sensazione chiara, che non lascia dubbi, che spazza in un soffio tutto il prima che abbiamo vissuto? E, se è proprio così, come Elasti, Amply e buona parte delle donne che conosco raccontano…
COME SUCCEDE? COME SI CAPISCE?
Il cuore trilla all’improvviso, come un timer da forno impostato da una mano invisibile chissà quanto tempo prima?
Tutte le campane della città suonano a festa?
Zeus t’illumina con un fascio di luce e ti dice -in greco antico- “Sei stata nominata”?

E, soprattutto, anche al lui in questione succede la stessa cosa, o la mazzata è unilaterale? Almeno per un po’, intendo, perché è ovvio che se lui è l’uomo della tua vita prima o poi ti degnerà di uno sguardo e magari anche di un bouquet.

E ancora: questa del “Ho capito che era l’uomo della mia vita”, è una cosa che si considera in retrospettiva? Una specie di “Alla luce dei fatti, posso dire che, sì, forse l’ho capito subito che lui fosse LUI”? O invece la sconcertante verità colpisce subito, come una sciabolata, e non c’è retrospettiva, e non c’è tempo, perché lui è lui e lo sai appena lo vedi varcare la soglia?

Si dà il caso che io conosca un astrologo non dilettante. Non è Paolo Fox, ma se la cava. Due anni fa, il mio astrologo-non-dilettante ha consultato le stelle, e mi ha detto così (cito sue testuali parole): “Entro marzo 2008 è facile che arrivi il tuo Robin Hood”.

Ora. E’ vero che io non mi chiamo Lady Marion. Ed è vero che non vivo nella foresta di Sherwood negli anni in cui Riccardo Cuor di Leone se ne stava a combattere in Terra Santa e il suo fratello fedifrago Giovanni Senza Terre usurpò il trono. Però. Però un po’ ci ho creduto. E ho cercato di sentire le campane, il timer del forno, la voce di Zeus che parla in greco antico con tono baritonale. Ma NADA. Nemmeno una palabra, un trillo, una campana mignon.

Forse il mio astrologo-non-dilettante s’è sbagliato, mannaggia a lui.

Però sarebbe carino pensare che ci sia del vero, in quel che si dice tra donne. E che, prima o poi, anche noi qui si possa sentire il timer del forno che trilla, e Zeus che con un sorriso sornione esclama: “Eccolo lì, è Shrek, è qui per te”. Naturalmente sempre in greco antico.

Attendo -curiosa- aneddoti, pareri, racconti di vita vissuti in prima persona, racconti di vita sentiti raccontare, racconti di vita raccolti origliando nella sala d’aspetto del dentista e così via.
Io intanto continuo ad ascoltare Max Gazzè.

Cuori e segnaletica