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Quando, ieri sera molto tardi, sono rincasata da Milano con la mia amica Martina (abitiamo insieme a Torino), ho acceso il pc e letto in ritardo una mail di Carlo, che diceva: “Abbi cura delle onde di Milano. Possono risucchiare”.

Anche se il consiglio non è arrivato in tempo, ho avuto cura delle onde di Milano. Perché so comunque e da sempre che Milano è un posto da trattare con cura.

A me piace molto, Milano. Forse perché abito in una città bellissima che chi non conosce tende a trovare brutta, so per esperienza che sono proprio quelli i posti dove possono nascondersi i tesori. E dipende poi sempre da quel che si cerca. Io a Milano ho sempre cercato principalmente il teatro, e la voce di Gaber sottintesa nei luoghi, e le atmosfere Lellacostiane di Malsottile e Coincidenze. Una cena sull’alzaia del Naviglio Grande e la vecchia Milano fatta di poesia lucente, coi suoi lampioni appesi su fili che corrono in mezzo alle strade, da un palazzo all’altro. È questo che trovo ad aspettarmi a Milano, e ne sono molto felice. Ieri, mentre facevo merenda sotto le colonne di San Lorenzo con una sacherina minuscola presa da Delicatessen, e ridevo e parlavo di molte cose con Martina, pensavo che le città che devi scoprire sono anche quelle che più sanno farsi voler bene. Quando meno te lo aspetti senti un leggero tocco sulla spalla, un abbraccio morbido fatto un po’ di vento e un po’ di atmosfere, e sai che in quel momento la città ti sta dicendo che è con te, che tu sei con lei, e che da lì in poi potrete amarvi, se lo vorrete.

Ci sono posti a cui voglio bene come fossero persone, e forse anche di più. Ieri mi sono resa conto di quanto sia grande l’affetto che io e Milano possiamo provare l’una per l’altra. Porta Ticinese all’imbrunire, non chiedo altro. Ho avuto molto, in queste poche ore di ricerca della bellezza ovunque.