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Sono a comunicare ai miei ventisette lettori (ma chi ne ha così tanti?) che da oggi, fino a martedì, sarò in modalità eclissi. Il motivo è presto detto: pidocchioso esame (di sociologia) in vista. Starò quindi a capo chino sul trattato del mio professore, il MixerCulturiano Arnaldo Bagnasco. Non che ultimamente abbia fatto molto altro: se esco è solo per fare la spesa, non ho tempo per nulla e non vedo nemmeno più il telegiornale (ho saputo della caduta del governo perché mi ha telefonato mia madre). Speriamo che, almeno, la mia verve nel sottolineare libri mi sia d’aiuto: per ogni paragrafo un colore diverso, qualcosa a matita e i concetti più importanti marchiati a fuoco con una doppia linea di colore-più-matita. Il bello è che non sono io a scegliere i colori: sono i colori a chiamare me. Il paragrafo parla di omicidi? Nero, senza pietà. Criminalità organizzata? Rosso, et voilà. Le teorie di Max Weber? Un bel verde brillante e tutto prende un’altra piega. Per le sottolineature a matita, poi, è fondamentale temperare molto, perché la linea sia sempre sottile e precisa. In questo mi avvalgo del mio super temperino: un affare lilla a forma di mini-siluro, che reca tutt’intorno alla circonferenza la scritta "Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofìa", dono di mia madre di ritorno da un viaggio a Madrid.

A dire la verità, se non mi abbatto è solo perché penso già a come potrò premiarmi dopo l’esame. Prima di tutto una Sacherina del "Roma già Talmone", il caffè torinese di Piazza Carlo Felice, ubicato giust’accanto all’albergo in cui tirò le cuoia Pavese (bacio le mani). Poi avrei visto un fantastico paio di scarpe in saldo… Con un po’ di tacco (ma non da ammazzarcisi) e in stile Mary Poppins: magnifiche.

A risentirci presto sulle nostre frequenze. E speriamo che l’esame vada bene.
Tutt’al più muoio (direbbe Filippo Timi).