Tag

, , , , , ,

Propositi per l’anno nuovo.

O cose che vorrei, in quest’anno nuovo.

– Un taccuino per annotare certi pensieri volanti.

– Comprare un’agenda e usarla, soprattutto. Anche se per la Smemoranda sono troppo vecchia e la Moleskine mi fa un po’ tristezza, sinceramente. Ma poi dove li attacchi i biglietti del cinema?

– Vedere la mostra su Oriana Fallaci, che ho perso nel periodo milanese.

– Leggere Un uomo di Oriana Fallaci.

– Imparare di nuovo a memoria la mia poesia preferita ai tempi del liceo.

– Riscoprire Fellini.

– Darmi una mossa con l’università e smettere di fare la sfaticata evanescente. (Tu sai che per fare questo, tesoro, devi smettere di sognare Roma e l’Accademia).

– Non smettere di sognare Roma e il bene che le voglio, e l’Accademia.

– Concretizzare.

– Dimenticare serenamente.

– Continuare a fare pulizia davanti al mio portone (vedi Gramellini e quel proverbio svedese che cita ad ogni piè sospinto).

– Tornare a Milano con Marti.

– Passare più tempo nella casa al mare.

– Andare finalmente a Lucca con la Famigliotta (Sergio, Monica, Daniele and his mythic almost wife).

– Scrivere sempre.

– Risparmiare.

– Guidare molto e cantare durante.

– Riuscissi ad avere di nuovo le mani belle dei miei diciott’anni, e non queste, che sembrano appartenere ad una sguattera rivombrosiana (ché, da quando te ne andasti, di tormentar unghie, invero, non ho smesso più).

– Per suonare non è ancora tempo, ma un giorno lo farò.

– Tornare a Roma presto, perché è da luglio che non cammino per le tue vie, Sogno dei miei sogni.

– Smettere di provare una fitta e di voler piangere quando sento nominare la parola “Cinema”.

– Concretizzare la mia storia partitica.

– Smettere, smettere, smettere di fare l’evanescente.

– I libri non ti abbandonano mai e io da un po’ leggo sempre troppo poco.

– Vedere la mostra su Vivienne Westwood.

– Fare per tre giorni le turiste a Torino, con Ciapa, Ljuba e Maranà.

– Portare Ciapa a Genova e focacciadireccarci al Belvedere di Montaldo.

– Mettere lo smalto rosso quando sono felice.

– Godermi le amicizie splendide.

– Scattare più foto.

– Entrare nella Sinagoga di Torino. Io ti amo, Sinagoga di Torino.

– Sarebbe bello andare a Parigi.

– Proibirmi le paranoie ed evitare di star male per delle cazzate.

– Leggere finalmente la biografia della mia adorata, adorata Vladimir Luxuria.

– Abbandonare la mia grafia da scimmia decenne.

– Vedere fino alla fine un film francese senza desiderare una morte violenta e subitanea.

– Inquadrare la mia vita sui binari che merita.

– Smettere di battibeccare con la cara madre su futuro et similia (e magari su qualunque altra cosa).

– Trascorrere più tempo con il caro papà.

– Chiamare mia zia.

– Continuare così. E poi vedrete, altroché!

– Eliminare lati bui, o farne a meno.

– Sognare un po’ meno.

– Non smettere di sognare.

– Mantenere i propositi per l’anno nuovo.

P.S. E chissà se aveva ragione, il Capitano.