In prospettiva marittima, se il sole latita, c’è sempre la biblioteca. E allora eccoci qui, a tastiereggiare e a pensare all’autunno che verrà. Il mare finagostano e settembrino mi fa sempre quest’effetto. Parafrasando Tom Hanks in "C’è Post@ per te" si potrebbe dire che nell’aria c’è un desiderio diffuso di svaligiare cartolerie, comprare quaderni e matite, bere té con i biscotti mentre la natura muore e il silenzio si fa colorato. E festeggiare Halloween. Io, da fattucchiera bisbetica quale sono, amo Ognissanti più del Natale. Le zucche, l’arancione, la magia, l’infanzia. Tom Hanks diceva anche "Se conoscessi il tuo indirizzo ti manderei un bouquet di matite ben temperate". Io stramazzerei al suolo, per un regalo così. Ma quali fiori, quali diamanti, chi se ne frega, vogliamo un bouquet di matite ben temperate! E magari una margheritina striminzita, presa da un vaso sul ponte della Gran Madre a Torino… Vendere certezze, diceva il mio compagno di banco al liceo. E il regalare sogni, di grazia? Anche la Naso In Sù più occhialuta e intellettuale, pur conoscendo a memoria "Interiors" di Allen, non dirà mai di no a una tazza di latte e cioccolato e a quel film con Tom Hanks. Poi la tazza può variare, magari essere un Nescafè. Ma l’autunno, New York, i bouquet di matite e quella libreria che sta esattamente around the corner (e così, infatti, si chiama) sono un antidoto alla tristezza.  Io, nella mia carriera da groupie ridicola, ho regalato un bouquet di matite ben temperate a un musicista che ama Meg Ryan e le commedie romantiche. A un tastierista in busta, con occhi di velluto. Ogni riferimento sonico è puramente casuale.

Baci soffiati dal palmo di mano, dalla pagina fuxia.