Tag

, , , ,

Qualche giorno fa, durante una conversazione facebookara nata sotto a uno status della cara Silvia Dell’Amore (lo so, ha un nome meraviglioso) che citava il termine bolognese CINNO, s’è iniziato a parlare dei regionalismi più o meno consapevoli, vale a dire di quelle parole che sai essere termine noto e utilizzato solo nella tua regione, OPPURE ANCHE NO.

Io, chiedendo che cosa significasse CINNO, ho scoperto che a Bologna vuol dire “ragazzino”, e ho quindi spiegato come si dice la stessa cosa -cioè bambino, ragazzetto- in Piemonte (preparatevi, è molto meno bello di “cinno”): GAGNO. All’occorrenza trasformabile anche in GAGNETTO. Lo so, è brutto.

Da lì, comunque, è nata questa conversazione su certi regionalismi particolari che appunto uno non percepisce come regionalismi ma crede abbiano una diffusione nazionale, salvo poi scoprire, magari dopo i vent’anni e con tutto il corredo di traumi che ne deriverà, che quella cosa lì non è UNIVERSALE come lui/lei era convinto che fosse, BENSÌ una parola/espressione/modo di dire che si dice solo nella regione in cui è cresciuto. Ecco, chiariamo subito che non era il caso di gagno e cinno: quelli ok, si sa, lo sappiamo, sono regionalismi.

Ce ne sono però altri, infingardi, di cui no, non lo sappiamo. O di cui se non altro non lo sappiamo da subito, passando di conseguenza la prima parte della nostra vita -almeno- a usarli tranquilli, convinti di parlare italiano.

Il più chiaro, lampante, sconvolgente (piemontesi: preparatevi) esempio di piemontesismo (cioè regionalismo diffuso solo in Piemonte) che noi nati qui utilizziamo garruli e spensierati, del tutto ignari che sia solo un regionalismo, è l’espressione “SOLO PIÙ”.

L’ho citata a Silvia, dicendole di ricordarsi, in una giornata in cui fosse stata particolarmente ispirata e avesse avuto voglia di sciropparsi una spiegazione di media lunghezza, di chiedermi lumi circa il suo significato. Lei, chiaramente incuriosita, non ha resistito e ha voluto sapere subito. Ne è seguito un piccolo dibattito con alcuni suoi amici bolognesi, in cui mi si diceva “Sì, in effetti è una roba strana, non si capisce, è controintuitiva, etc etc etc”.

Il fatto, vedete, è che per noi piemontesi scoprire questa cosa del “solo più” è un TRAUMA a tutti gli effetti. Non ce ne capacitiamo. Non riusciamo proprio a convincerci non dico del fatto che sia un piemontesismo (perché quello d’accordo, ce lo assicurano tutti i non-piemontesi non riuscendo neanche a realizzare che cosa mai possa significare), ma che ci sia, là fuori, nella magica lingua italiana vera e ufficiale, qualcosa che, per efficacia, possa anche solo avvicinarcisi, al nostro “solo più”.

Bene. Se siete pronti, vorrei parlarvene. Non-piemontesi, magari vi farà sorridere e ci vorrete lasciare qui sotto qualche racconto di vita relativo ai traumi che avete vissuto voi quando avete scoperto che certe cose che eravate soliti dire fin dalla culla in italiano non si dicevano. Piemontesi che già lo sapete: vi vedo annuire sconsolati e so che ci capiamo; non dovete dirmi niente. Piemontesi che ignorate la vera natura del “solo più”, preparatevi: sto per farvi del male. Ma, credetemi, è per il vostro bene.

Allora, noi diciamo “solo più” per dire che abbiamo “solo più” tot di una cosa, o che c’è “solo più” un tot di una quantità di cose, o che ci resta da fare ancora tot. Esempi. “Ho solo più 20 euro nel portafoglio”. “Merda, ci son solo più fagiolini e io volevo le patate al forno”. “Devo studiare solo più questo capitolo e poi ho finito”. Per noi è proprio un normale parlare, non ci sfiora neanche lontanamente l’idea che possa essere una cosa regionale tipo CICLES, che da noi ha lo stesso significato che per i lombardi ha CICCA, vale a dire: chewing-gum. (Tra parentesi per noi “cicca” vuol dire SIGARETTA). Che la gomma da masticare ha nomi diversi quasi in ogni regione è una di quelle cose che impari da ragazzino alla prima vacanza studio in Inghilterra, quando incontri altri italiani che vengono da, che so, Milano o Bologna o Rovigo. No panic. Lo possiamo sopportare. Il “solo più” no. Scoprire che non è italiano ci procura dei seri scompensi neuronali, come se all’improvviso qualcuno ci tirasse una bomba-carta nel cervello: io per esempio credo di non essermi ancora ripresa. Lo scoprii da un collega del pub in cui lavoravo anni fa che dopo essersi laureato partì per andare a fare un master in un’altra città e, tornato a casa per le vacanze di Natale, venne a cena al pub per salutarci ed esordì dicendo “Ragazzi, vi devo dare una notizia choc: solo più è un piemontesismo!”.
E ricordo ancora molto bene una cena con Ma Che Davvero?, una blogger romana, in cui io tentavo appunto di spiegare il “solo più” e lei, ridendo basìta, mi diceva “Oddio, ma che ridere, ma cosa vuol dire, ma che senso ha? Ma figurati, ma non ha senso” e io, più basìta di lei (pur sapendo già che “solo più” in italiano non si dice, ma insomma, non pronta a vedermelo cassare così) ribattevo “Ma perché scusa, voi CHE CAZZO dite, al posto di solo più?”.

Ho scoperto appunto da quattro anni che è un piemontesismo, e quindi non una cosa universale come credevo, e sono ancora sconvolta. Nemmeno le mie più care amiche, a cui l’ho detto io dopo averlo saputo per prima, si sono ancora riprese dal più totale basìmento seguito alla notizia. E badate, nessuna di loro è poco istruita: è gente con una laurea, in alcuni casi pure un master. Non che queste siano garanzie di buon italiano, certo (anzi, conosco persone che… Lasciamo perdere, va’), però insomma, in un mondo ideale dovrebbero esserlo. In ogni caso le mie amiche sono tutte padrone di un OTTIMO italiano, ecco.
Ma non c’è piemontese che, indipendentemente dal suo grado d’istruzione, all’idea che “solo più” non si dica in tutta Italia non rimanga sconvolto fin nelle viscere.

L’unica cosa che mi perplime è: com’è possibile che mio papà, che è di Genova, non me l’abbia mai detto? O che, se non altro, non l’abbia mai detto a mia mamma appena l’ha conosciuta? Era tutto un piano per tenermi all’oscuro della verità? O anche lui, trasferitosi in Piemonte, è stato travolto e fagocitato suo malgrado dall’uso selvaggio del “solo più”, ha iniziato a usarlo a sua volta, e non ci ha fatto più caso? Misteri della fede.

Bene. Spero di essere stata esaustiva. Sappiate comunque che nessun “Ho ancora 20 euro” o “Mi rimangono 20 euro” (le cose che peraltro la stessa Ma Che Davvero? mi portava come esempi di alternative italiane a “solo più”) riesce a essere così preciso e così puntuale nel significare esattamente quella cosa lì come il solo più.

 

[Questo post ti è piaciuto? E allora if you love me let me know! Diventa fan della pagina facebookara di Chasing the Queen e rimani sempre aggiornato su tutte le minchiate che scriverò prossimamente]